28.07.2026 Quotidiano Sanità

Gli anziani i più colpiti
 
Dopo il calo registrato prima della pandemia, il tetano torna a mostrare una tendenza in
crescita nell’Unione europea. Nel 2024 i Paesi dell’Ue/See hanno notificato 73 casi, lo
stesso numero del 2023 ma nettamente superiore ai 32 del 2020 e ai 50 del 2021. A
preoccupare non è soltanto l’andamento epidemiologico, ma soprattutto il profilo dei
pazienti: la malattia continua a colpire prevalentemente gli anziani, soprattutto uomini, e
mantiene un’elevata letalità. Nel 2024 sono stati registrati 19 decessi, pari al 28% dei casi
con esito noto.
È quanto emerge dall’Annual Epidemiological report 2024 pubblicato dall’Ecdc.
L’Italia si conferma il Paese europeo con il maggior numero di notifiche. Nel 2024 ha
segnalato 28 casi, pari al 38% del totale europeo, davanti a Romania (12 casi), Polonia e
Spagna (8 casi ciascuna). Sedici Paesi non hanno segnalato alcun caso. Considerando il
periodo 2020-2024, il nostro Paese ha concentrato il 41% di tutti i casi notificati
nell’Ue/See (114 su 281). L’Italia evidenzia il rapporto ha segnalato prevalentemente casi
probabili (93%), mentre prima del 2018 notificava soprattutto casi confermati. L’Ecdc
sottolinea tuttavia che la definizione di caso utilizzata dall’Italia per la sorveglianza non ha
mai coinciso con quella adottata a livello europeo. Dei 114 casi notificati in Italia nel
quinquennio, l’89% ha riguardato persone di età pari o superiore a 65 anni.
Il tetano resta una malattia rara ma estremamente grave. Provocato dal
batterio Clostridium tetani, non si trasmette da persona a persona, ma attraverso la
contaminazione di ferite con spore presenti nel terreno, nella polvere o nelle feci. La
tossina prodotta dal batterio colpisce il sistema nervoso causando rigidità muscolare e
spasmi; una volta legata ai neuroni non può essere neutralizzata, motivo per cui la
prevenzione vaccinale rappresenta lo strumento più efficace di protezione.
Anziani i più vulnerabili L’età rappresenta il principale fattore di rischio. Dei 73 casi
registrati nel 2024, ben 45 hanno riguardato persone di età pari o superiore a 65 anni.
Anche tutti i 19 decessi si sono verificati in persone oltre i 70 anni, sedici delle quali
avevano più di 80 anni. L’Ecdc attribuisce questo quadro soprattutto alla progressiva
perdita dell’immunità nel tempo e alla mancata esecuzione dei richiami vaccinali negli
adulti. Secondo il rapporto, gli studi di sieroprotezione mostrano infatti che la protezione
immunitaria diminuisce sensibilmente.

con l’età. In uno studio italiano citato dall’Ecdc, la presenza di anticorpi protettivi scende
dal 93,6% tra i bambini di 6-12 anni al 45,3% nelle persone di almeno 65 anni, con
differenze particolarmente marcate tra uomini e donne anziane. Vaccinazioni elevate,
ma in lieve calo La copertura vaccinale infantile nell’Ue rimane elevata, ma mostra una
lieve flessione. Nel 2024 la copertura media per la terza dose del vaccino contro difterite,
tetano e pertosse (DTP3) nei bambini di un anno è stata del 92,6%, rispetto al 93,4% del
2020. L’Italia mantiene una copertura del 94%, sostanzialmente stabile nel quinquennio.
Per gli esperti dell’Ecdc, tuttavia, il dato pediatrico non basta. La protezione contro il tetano
richiede richiami periodici anche nell’età adulta. Il calendario vaccinale europeo prevede
infatti dosi booster a intervalli regolari, generalmente ogni dieci anni, mentre
l’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda un ciclo complessivo di sei dosi nel
corso della vita per garantire una protezione duratura.
L’allarme dell’Ecdc Pur rimanendo una malattia rara, il tetano continua a rappresentare
una minaccia per le persone non vaccinate o con una protezione insufficiente. Per questo
l’Ecdc invita i Paesi europei a mantenere elevate coperture vaccinali in tutte le fasce d’età
e a sviluppare strategie mirate per proteggere soprattutto gli anziani, nei quali si concentra
la maggior parte dei casi e dei decessi.